Consulta Caf
Lavoriamo sottocosto, si rischia il collasso

  • 21/06/2019

La Consulta calcola come ogni 730 abbia in realtà un costo 'industriale' di 35 euro a fronte dei 9 euro che saranno rimborsati per il 2019: un gap che comporta uno 'sforamento' di quanto fatturato del 42%.

La Consulta dei Caf ha diffuso i numeri delle dichiarazioni presentate fino al 14 giugno 2019, sottolineando il mancato decollo di quelle online.

Le dichiarazioni, infatti, presentate in autonomia dai contribuenti aumentano, "ma senza registrare quel boom atteso dal Mef: quelle presentate al 18 giugno infatti si attestano a quota 1,8 mln contro i 2,7 mln registrate nell'intero 2018. Un dato che a fine scadenza porterebbe l'on-line a superare i 3 milioni di dichiarazioni, il +13-14% di quanto registrato l'anno precedente".

Un aumento che non giustificherebbe, per i Caf, quel "taglio ai compensi deciso nel 2015 e che per il 2019 prevede un tetto massimo di 217 milioni ai finanziamenti relativi all'assistenza fiscale prestata sui 730 cartacei".

La Consulta calcola come ogni 730 abbia in realtà un costo 'industriale' di 35 euro a fronte dei 9 euro che saranno rimborsati per il 2019: un gap che comporta uno 'sforamento' di quanto fatturato del 42%, stimano i coordinatori Massimo Bagnoli e Mauro Soldini che parlano anche di elaborazioni di Isee e reddito di cittadinanza "fatte sottocosto".

"Il tetto dei compensi scende ogni anno - ha avvertito Soldini - e molti Centri di assistenza fiscale sono andati in forte crisi ed alcuni sono sull'orlo del collasso".

"I Caf hanno ridotto i costi e sviluppato altre attività aumentando solo in misura minima le tariffe per il 730 - spiega Bagnoli - ma così non si può andare avanti".

I 730 cartacei elaborati dai Caf sono stati, al 14 giugno scorso, circa 10,3 milioni contro i 17 milioni lavorati al 23 luglio 2018 che non possono comunque garantire, nonostante le tariffe applicate ai contribuenti, ribadisce la Consulta, la 'copertura' del taglio ai compensi decisa dalla legge di bilancio del 2015.

Secondo la Consulta, il compenso medio per un 730 era prima della spending review di 15 euro oltre Iva, ma nel 2018 si è fermato a 11 euro (oltre Iva) e la stima per il 2019 è di 9 euro (oltre Iva). Il costo industriale di produzione per pratica è però di 35 euro netti. Le tariffe dei 20 mila sportelli Caf (a cui si aggiungono 25 mila professionisti) sono cresciute solo di 1-2 euro rispetto all'anno scorso, per arrivare a 15-20 euro al Sud e 50-60 al Nord. "In pratica per tre 730 prodotti, ce ne pagano 1".

Per l'Isee e Reddito di cittadinanza le risorse previste per il 2019 ammontano a 109 milioni "ma - fanno notare Soldini e Bagnoli - potrebbero non essere sufficienti. Non siamo certi che arriveremo a fine anno con la copertura finanziaria per le elaborazioni Isee". "La nostra preoccupazione - aggiungono - è poi che la nuova legge di Bilancio intervenga ancora".

Il costo industriale di una dichiarazione Isee è di 23-24 euro, mentre il compenso ai Caf è di 13,40 euro. "Il taglio dei compensi pubblici è stato del 36% ed è stimato in circa il 42% per l'attività svolta quest'anno - conclude Bagnoli - ma se finora abbiamo sopportato i costi e contenuto le tariffe, non so come potremo fare in futuro. Non vorremmo che ad essere penalizzate siano le persone più disagiate".

"I Caf lavorano sottocosto", ribadiscono ancora i coordinatori: "i centri stanno cercando di allargare l'offerta 'fiscale' mettendo in campo una vera e propria attività di consulenza e non solo, dicono ancora Soldini e Bagnoli: è degli ultimi tempi l'estensione anche all'imposta di successione. Non solo. La Consulta dei Caf sta anche vagliano la possibilità di riprendere in mano quel ricorso bocciato dal Tar del Lazio nel 2016 contro il taglio effettuato con la legge di bilancio per ripresentare la richiesta di annullamento al Consiglio di Stato".